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Le ricerche sulla zampogna in Abruzzo
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Di seguito pubblichiamo una lettera molto sentita, indirizzata al presidente dell'Ac.T.A. Camillo Carapelle come testimonianza personale e "popolare", che ben descrive e documenta (con la fotografia allegata) la lunga tradizione zampognara d'Abruzzo. Ringraziando il signor Antonio Bini, invitiamo chiunque voglia contribuire a far emergere questa sapienza sommersa a partecipare, tramite i propri ricordi, descrizioni, documenti, alla ricerca che l'Ac.T.A. stessa da sempre dedica al mondo della zampogna. Potete contattarci all'indirizzo e-mail:
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Gen.le sig. Carapelle, come promesso le invio la foto che mi ritrae bambino divertito e incuriosito dalle sonorità zampognare, che, come può facilmente capire, costituiscono per me e per molti una sorta di imprinting genetico-musicale di cui non è facile sbarazzarsi. La foto è liberamente utilizzabile nell'ambito dei siti dell'Associazione. Ci tengo a che venga precisato il nome dell'autore della foto - mio padre - Vitantonio Bini (che era un appassionato di fotografia, come si può notare dalla stessa qualità dell'immagine). La foto è stata scattata probabilmente nel mese di giugno 1952 (sono nato il 18 dicembre 1951). Ero in braccio a mia madre Fernanda Iavicoli, che al suo fianco aveva mia nonna paterna, entrambe sorridenti. Mio padre doveva aver notato il mio interesse e voleva fissarlo nel tempo. Come notavamo insieme, l'immagine è importante perchè non è collegata al Natale, ma all'itinerario della transumanza. La mia casa, a Vasto Marina (v. Spalato, n. 12), era poco distante dal Tratturo Magno L'Aquila-Foggia. Proprio a Vasto Marina le greggi prendevano la spiaggia e facevano SOSTA, come io stesso ricordo relativamente agli ultimi "passaggi" avvenuti nei primi anni sessanta. Chi sapeva suonare faceva il giro delle case per raccogliere qualcosa, mentre le pecore erano sicure negli stazzi. Era anche una modalità con cui si avvertiva sostanzialmente la popolazione che erano presenti i pastori e che ci si poteva recare presso di loro per acquistare la ricotta fresca (il cui ricavato secondo tradizione costituiva provento diretto per i mandriani di cui non erano tenuti a dar conto al proprietario del gregge). Io stesso più grande ho accompagnato mio padre ad acquistare presso l'area di sosta la ricotta fresca. L'immagine conferma quanto la zampogna sia stata legata alla pastorizia abruzzese (senza per questo affermare alcuna esclusività). Ho ritrovato la foto soltanto qualche anno fa e devo dirle che mi ha spinto a recuperare interesse sull'antico mondo della zampogna. Cordiali saluti, Antonio Bini
Altre immagini dei tempi che furono:
Fieni Carmine a destra, accompagna al canto la melodia della zampogna "zoppa" suonata da Franco Trasatti, detto il capraro: possedeva 40 capre e ogni mattina le portava sul piazzale della Madonna del Carmine, Isola del Gran Sasso (Te), dove le mungeva e seduta stante ne vendeva il latte * Dal libro "Isola del Gran Sasso e la Valle Siciliana" di Silvio Di Eleonora
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